Il calendario delle giornate internazionali e mondiali 2021

And so this is Christmas
And what have we done?
Another year over
A new one just begun

Grazie Celine Dion, Marriah Carry, James Blunt ecc. per ricordarci inesorabilmente, Natale dopo Natale, come l’anno stia volgendo al termine, altrimenti senza di voi ci sarebbe proprio sfuggito. Soprattutto quest’anno, che abbiamo atteso la fine del 2020 con la stessa speranza delle faine di beccare uno gnu solitario.

Come social Media Manager hai programmato i contenuti da pubblicare fino all’Epifania, conscio che il 7 gennaio suonerà la sveglia (la suoneria di Profondo Rosso sarebbe la ciliegina sulla torta) e il telefono inizierà a squillare all’impazzata: dall’altro capo del telefono il cliente, puntuale come le tasse, che ti chiede notizie in merito alla programmazione per il 2021.

E tu immobile e ammutolito, a fissare lo schermo del telefono, con un brivido lungo la schiena che ti fa sudare i sette panettoni, i cinque pacchi di torrone e tutti quei cioccolatini divorati durante le feste, che ti eri prefissato di smaltire con il classico buon proposito dell’anno nuovo “da gennaio vado in palestra” (credibile come i capelli di Nicholas Cage).

La cruda verità è che, durante le vacanze, ti sei dimenticato chi sei e cosa fai nella vita, (forse anche il tuo nome, sicuramente quello del cane), ma il primo cliente del lunedì te l’ha ricordato ineluttabilmente e sei del tutto impreparato.

Qualora anche tu ti fossi trovato in questa situazione durante gli scorsi anni, vorrei provare ad aiutarti a non replicare l’esperienza il 7 gennaio venturo, a meno che tu non ci tenga a passarci di nuovo.

Ma prima, dimmi: se ti parlo di calendario editoriale, sai già a cosa mi riferisco?

Cos’è un calendario editoriale ?

Il calendario editoriale è un documento digitale che definisce la quantità e la frequenza delle pubblicazioni sui i social media, la newsletter e il blog aziendale.

Si tratta di uno strumento imprescindibile al fine di creare una strategia di content e social media marketing efficaci; infatti, senza, non funziona.

Naturalmente, il calendario editoriale deve essere redatto seguendo un codice visivo immediato, in modo da consentirti di visualizzare subito le informazioni necessarie: quando sono avvenute le ultime pubblicazioni, testare i giorni e gli orari e individuare i contenuti che non vanno più.

Il calendario editoriale 2021: ecco come ti salva la vita

I gattini vanno di moda tutti gli anni, una specie di evergreen, ma la loro foffosità ti farà comunque ricadere nel banale, se sarai monotematico.

Quindi respira, bevi un caffè (non un altro pocket coffee pieno di zucchero, che lo sappiamo tutti e due che poi in palestra non ci andrai) e riprendi in mano il piano editoriale del tuo cliente. Lì troverai ciò che, in un momento di ordinaria follia, hai concordato con lui o lei: quali contenuti postare, il target di riferimento, l’obiettivo del social, lo stile comunicativo con la brand identity e la moodboard di riferimento.

Vedi, i contenuti ce li hai già, sei stato previdente! Pericolo panico evitato. Autorizzato a entrare in modalità calma cauta. Ma come cogliere le opportunità di branding al volo, senza perdere tempo, e generare il famoso (o famigerato, dipende dai punti di vista) engagement?

Apparentemente, quasi tutti i giorni, Internet celebra qualcosa. Al di là delle classiche festività come Natale e Pasqua, esistono la festa dei nonni, il margarita day, il coffee day, la festa delle donne imprenditrici e molte altre.

Chissà, prima o poi anche il marketer day.

Ovviamente diventerebbe difficile inserirli tutti all’interno di un calendario editoriale aziendale o di personal branding, poiché il rischio di andare fuori tema o di essere ridondanti, è davvero alto. Sarebbe invece utile scegliere alcune celebrazioni pertinenti, creare dei post a riguardo, dichiarandoli e contestualizzandoli al proprio business; tutto ciò può aiutare a:

  • variare il piano editoriale con contenuti sempre attuali
  • incrementare la brand awareness sui social, puntando tutto sull’engagement
  • cavalcare il trend di contenuti popolari, sfruttando la loro visibilità
  • creare delle compagne coerenti con le aspettative dei clienti

È proprio da questa strategia che si generano molti dei post considerati poi geniali, diventano virali in quanto il pubblico trova pertinente il messaggio comunicativo veicolato dal brand.

Eccone alcuni esempi:

Ti saluto, infine, con queste “regalito de Navidad” (mi rifiuto di chiamarlo della Befana e sicuramente non c’è bisogno che ti spieghi il perchè).

Il calendario delle giornate internazionali e mondiali 2021

Utilizzarlo è semplice, ti basterà aggiungerlo al tuo calendario di google premendo l’apposito pulsante qui sotto, oppure puoi consultare nuovamente questo articolo quando ti sarà più congeniale.

Enjoy it 🙂

Il Marketing: la tua ancora di salvezza dagli abissi del Covid

collage a cuore di foto sul Digital Marketing

“Chi smette di fare pubblicità per risparmiare denaro è come se fermasse l’orologio per risparmiare tempo”

Mi ritrovo molto in queste parole di Henry Ford e le ho citate perché spero che possano essere fonte di ispirazione anche per te.

È pratica molto comune, infatti, in tempi di crisi, ridurre il budget dedicato al marketing. Nonostante comprenda questo istinto di conservazione, desidero spiegarti perché è autolesionistico.  

Un boomerang paragonabile a quando scegli di percorrere la Salerno Reggio Calabria il 31 luglio e finisce che ti mangi la grigliata di Ferragosto in macchina, suonando la chitarra.

È importante prendere in considerazione la visione di insieme, ovvero che il marketing non è solo il mezzo per acquisire nuovi clienti, ma anche per mantenere quelli già acquisiti.

Senza promuovere il tuo business vedrai man mano il suo tramonto.

Leggi questo articolo se:

Non hai mai condotto campagne di marketing e paghi qualcuno per postare contenuti sui tuoi social o peggio ancora, lo fai tu, senza alcuna spesa in sponsorizzate. Sappi che stai sprecando tempo e denaro. 

La recessione da Covid riduce le tue liquidità, portandoti a tagliare le spese di marketing. Fermati un attimo e riflettiamo insieme sul perchè sia un boomerang.

Tre motivi per non abbandonare il marketing

Sono molteplici le conseguenze a cui si va incontro abbandonando il marketing e francamente, non so quale mi faccia meno paura.

  • Impossibilità di acquisire nuovi contatti/fan.

La tua pagina social e il tuo sito non ricevono clienti solo perchè esistono. Il processo di acquisizione di un cliente è piuttosto complesso e, nel 2020, passa attraverso la fiducia. Se nessuno ti vede, nessuno sa che esisti e anche quando esisti, devi assicurarti che il tuo messaggio sia correttamente recapitato al tuo pubblico di riferimento.

  • Difficoltà a mantenere i clienti precedentemente fidelizzati. 

Perchè? Per esempio tagliando le spese in social advertising, per chi non fosse del settore mi riferisco alla pubblicità sui social, i tuoi contenuti utili, interessanti e graficamente belli, non verranno visti da nessuno o quasi.

Facebook, per intenderci, mostra i contenuti non sponsorizzati solo all’1-2% dei follower della tua pagina. Pochini direi. E quando i tuoi post non appaiono più nella home dei tuoi follower, sai cosa succede? Che non vieni visto, interrompi il legame di fiducia che stavi creano con i tuoi fan e pian piano scompari. É la dura legge dei social network.

  • La maggior parte degli imprenditori ritiene che tagliando le spese di marketing, manterranno stabili le vendite e la loro posizione di mercato. Ma se non acquisisci nuovi clienti e ne perdi di vecchi, è altresì impossibile che le vendite rimangano stabili, no? La posizione di mercato si indebolisce e i competitors guadagnano terreno su quelli che erano i tuoi clienti.
  • Ultimo ma non per importanza, le proposte di valore richiedono tempo per affermarsi. Molti potenziali clienti non agiranno la prima volta che vedranno un annuncio, una promozione o un contenuto. Tanti nemmeno la seconda o la terza. La regola di mercato vuole che, in media, solo alla settima volta che un potenziale interessato vede un nostro contenuto, allora sarà spinto a compiere un’azione. Che sia una vendita, un’aggiunta al carrello o un like alla pagina.

Stai facendo marketing correttamente?

Se non hai mai smesso di investire in marketing o vorresti iniziare (arrivati fino a qui, spero di averti trasmesso la sua importanza), il mio consiglio è di sfruttare questo particolare momento storico, dove si è costretti in casa, per fermarti e pensare.

Strutturare una strategia efficace è sicuramente un buon punto di partenza, fidati: non vuoi ritrovarti a improvvisare.

Prima di parlare di investimenti economici in marketing, il primo passo da compiere è capire se il tuo business abbia senso per il mercato e se ti faccia guadagnare la riconoscenza dei tuoi clienti. Chiediti: la tua attività/il tuo business/la tua impresa soddisfa davvero un bisogno? Risolve un problema? Offre un servizio eccellente?

Ora, se la tua risposta è no, il tuo business va riprogettato con una nuova strategia studiata e strutturata ad hoc.

Se invece la risposta è sì, ti basta dedicarti a un marketing veramente efficace. Ma come fare? Contattami!

La contingenza storica attuale favorisce gli investimenti digitali: infatti è l’unico settore in cui la crisi non ha colpito, anzi. Piazzare bene la tua azienda in questo particolare momento, è un’occasione da non perdere.

Ma come fare marketing in tempi di pandemia?

Tre consigli per contenuti efficaci in tempi di Covid

Il mio primo consiglio, come lo rivela il titolo di questo articolo è di non mollare il marketing, e con questo intendo la spesa in Social Ads, Google Ads e affini. 

In secondo luogo desidero darti alcune dritte su che tipo di contenuti produrre.

Come terzo spunto di riflessione, ti sottopongo degli esempi di imprese che hanno saputo interpretare i bisogni del loro pubblico durante il precedente lockdown di marzo.

  • Costruisci dei contenuti emozionali, che trasmettano calore e prossimità alle persone che ti seguono, non orientarli solo alla ricerca della vendita. Nike docet.
Nike: Il Marketing ai tempi del Covid-19

  • Offri intrattenimento. Molti genitori sono usciti dal primo lockdown con i capelli che manco uno scienziato pazzo, causa prole a casa 24/7. Per gestire i più piccoli, questa scuola di inglese ha strutturato dei mini-tip per mantenere in esercizio i suoi giovanissimi studenti.
Helen Doron: Il Marketing ai tempi del Covid-19
  • Offri qualcosa gratuitamente senza aspettarti nulla in cambio, otterrai così la gratitudine dell’altro, che in futuro sarà già ben disposto verso il tuo brand. É stato il caso di Digital Marketer, che durante il primo lockdown ha aperto la sua library di corsi offrendo a tutti un mese di free access, anche nel caso di corsi del valore superiore ai 400$.

Da dove iniziare?

Sei ancora fermo? Non sai da che parte iniziare? Ecco un paio di spunti:

  • Hai già dei clienti? Domanda loro una recensione.
  • Hai una scheda Google My Business? Rispondi alle recensioni che ti hanno lasciato un “grazie”, aggiorna le foto del tuo locale e gli orari di apertura.
  • Sistema il database dei tuoi contatti.
  • Hai un e-commerce? Aggiorna le tue schede prodotti o servizi.

In buona sostanza, fatti trovare pronto.

Queste sono solo alcune delle pillole di saggezza per sfruttare a tuo vantaggio il difficile momento che stiamo attraversando.

Se ti trovi spiazzato, o in ginocchio di fronte alla recessione portata dal Covid, o desideri capire come digitalizzare la tua attività e lanciarla online, ho la soluzione per te.

40 minuti è un’iniziativa a sostegno delle PMI italiane ideata da Veronica Gentili, con la quale sto fieramente collaborando. 

40 minuti è il tempo che posso dedicarti in una call gratuita (via telefono, Skype, Zoom o quant’altro), per aiutarti a risollevare la tua attività grazie agli strumenti di Social Media Marketing.

Nelle seguenti immagini troverai un’ulteriore spiegazione riguardo a questo servizio gratuito.

Cosa aspetti? Prenota la tua consulenza gratuita!

Chiudo con qualche esempio di comunicazione efficace lanciata ad hoc per la pandemia e inoltre ti invito a vedere il bicchiere mezzo pieno: se ci fosse toccato un lockdown nel 2003, invece che con uno smartphone, avremmo dovuto cavarcela con il vecchio Nokia 1110!


Brand: il significato vero (e perchè è importante)

Alcuni clienti spesso mi chiedono: “A cosa serve un Brand?” 

A volte insistono oltre: “La grafica non mi serve”

O ancora: “Ho già un logo”

Ecco perchè ho pensato di scrivere questo articolo, per chiarire una volta per tutte che cosa si intende per Brand, il suo significato e perchè te ne serve uno, a prescindere che la tua attività sia online, offline oppure – come spesso accade – che tu operi su entrambi i canali.

Molti pensano ancora che il concetto di Brand sia lo stesso di Logo, quando in realtà il logo è solo l’apice del Brand, la punta dell’iceberg. Certo, il logo si trova su tutti i materiali di marketing della tua azienda, sui biglietti da visita, le brochure, i volantini, sul sito, ma il logo non è il Brand.

Quindi che cos’è il Brand? 

Per citare un celebre imprenditore: 

“Il brand è quello che le persone dicono di te quando non sei nella stanza” 

Jeff Bezos

Il Brand è la percezione che il tuo cliente ha della tua azienda. In altre parole è un insieme di elementi visivi che viene utilizzato per trasmettere i valori del tuo business e farti rimanere impresso nella mente del cliente.

Proviamo con degli esempi, così da aiutarti a capire. 

Se ti chiedessi di disegnare un auto, di che colore la faresti?

Hai pensato rossa? Risposta “corretta” (è il colore che viene in mente alla maggior parte delle persone).

“Date a un bambino un foglio di carta, dei colori e chiedetegli di disegnare un automobile: sicuramente la farà rossa” 

Enzo Ferrari

Questo è esemplificativo di quello che succede a tutti noi: a chi non capita, quando pensa a una vettura sportiva rossa, di pensare ad una Ferrari?

Ti faccio un altro esempio con Starbucks, la famosa impresa americana di caffè.

Sai qual’è la differenza tra il suo caffè e il nostro espresso italiano? Che il nostro caffè italiano è più buono, certo! Ma allora perchè la caffetteria più nota al mondo è Starbucks e non il bar sotto casa?  

È proprio qui che il Brand entra in gioco, ed ecco il perchè paghi un espresso al bar 1 euro e lo stesso espresso lo paghi invece 1,80 euro (o 3,50 euro se americano) euro da Starbucks.

I vantaggi che ottieni costruendo un brand

Lo sapevi che più di un terzo del valore di Coca-Cola è dato dal suo brand?

Il valore stimato di Coca-Cola è 180 miliardi di dollari, senza il brand Coca-Cola vale “solo” 120 miliardi. 

Di certo non sei Coca-Cola, ma qualunque sia il tuo business costruire una tua immagine, un tuo brand, ti porta diversi vantaggi.

  • Il brand non ti fa cadere nella guerra dei prezzi

Hai capito bene! Se i tuoi prodotti o servizi sono simili a quelli di altri, prova a chiederti cosa puoi offrire in più rispetto alla concorrenza.

Immagina ad esempio che tu venda smartphone e ti sia arrivato proprio oggi un nuovo modello in magazzino. Cosa cambierebbe se anzichè limitarti a cambiare il prezzo esposto sull’e-commerce scrivessi un articolo riguardo le migliorie del nuovo modello rispetto a quello precedente?

Così facendo offriresti gratuitamente qualcosa che nessuno offre ma che è di grande aiuto al cliente e ne determina la tua vittoria sulla concorrenza (perchè offri informazioni utili).

  • Il brand ti rende credibile e dà il via al passaparola, l’arma più forte

I clienti, se hanno avuto delle esperienze di acquisto positive con la tua  azienda, sono propensi a lasciare recensioni positive (passaparola online). Questo ha un valore inestimabile. 

Pensa ad esempio ad un potenziale cliente che legge le testimonianze positive di altri che prima di lui si sono affidati a te. Creando un brand il cliente si ricorda di te, riconosce i tuoi post sui social, inizia ad osservare quello che fai e cresce la sua fiducia nei tuoi confronti.

Valori e persone 

Il brand diffonde l’insieme dei  valori del tuo business, il tuo messaggio comunicativo.

Offri una qualità impeccabile? Sei velocissimo nelle consegne? Sei attento all’ambiente?  Sono qualità che vanno sottolineate in modo tale che il tuo cliente le capisca forti e chiare.

Avere un brand forte condiziona anche i tuoi collaboratori e dipendenti. Dà loro qualcosa in cui credere e contribuire con il loro lavoro. Del resto si sa, un lavoratore felice è più produttivo.

Qual è il tuo brand?

Potresti commettere l’errore di pensare al tuo brand come qualcosa che deve essere simile a quelli che ammiri: 

“Adoro il logo di Armani, esprime eleganza e semplicità, lo voglio così”

Ma se vendi smartphone, operi nel settore b2b e vuoi puntare sulla velocità della spedizione e sulla garanzia, forse prendere a modello una casa di moda non è la scelta migliore. 

È infatti fondamentale che tu parta da un’analisi approfondita del tuo mercato e del messaggio comunicativo che vuoi trasmettere ai tuoi clienti. Sembra un aspetto trascurabile, ma troppo spesso manca. Se parti da un’analisi fondata su dati effettivi, non puoi sbagliare.